I capricci dei bambini: cosa fare?

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Capricci? A tutti i genitori è capitato prima o poi di avere avuto a che fare con un capriccio. 

Ma cos’è in realtà un capriccio? E come si distingue da una vera necessità del bambino? 

Secondo Margot Sunderland, psicologa infantile e psicoterapeuta britannica, alcune volte i capricci nascono perché il cervello del bambino non è abbastanza stimolato. Quindi mentre un adulto può accendere la tv o leggere un giornale, il bambino prova a buttare degli oggetti per terra magari finendo per romperli. Inutile chiedergli perché l’ha fatto. Non lo saprebbe dire neanche lui.

Alcune volte però può capitare che il bambino strilli perché ha fame e quando gli si dà da mangiare non vuole il cibo proposto oppure ha sonno e lo si mette a letto ma non vuole rimanere a dormire.

In questo caso, probabilmente, il bambino ha paura o ha bisogno di più attenzione emotiva. L’unica cosa che puoi fare è creare dei rituali rassicuranti e ludici per dei momenti di transizione da un’attività ad un’altra, come quello dell’andare a tavola o di andare a dormire.

Come e quando si verifica il capriccio?

Ogni genitore può conoscere bene il proprio bambino solo osservandolo e magari prendendo nota di come avvengono le dinamiche del capriccio. Cosa è successo prima? Dopo? Cosa lo ha tranquillizzato?

Cos’è la fase “terrible two”? I capricci nei bambini di 2 anni sono molto frequenti.

Nel terzo anno di vita i bambini sono in una fase di scoperta, cominciano a camminare, a voler salire dappertutto, ad aprire cassetti, porte, contenitori. Per loro è tutto nuovo, tutto da scoprire. Ed è proprio in questa fase che di solito combinano qualche monelleria!

In realtà per il magico mondo del bambino è solo un momento di scoperta! 

Come gestire quindi i capricci?

 Per prima cosa voglio dirti che il capriccio va gestito, non assecondato.

Ecco che l’adulto, con molta pazienza e senza urlare, deve spiegargli che alcune cose si possono fare ed altre no.

Secondo lo psicologo Daniele Novara, urlare non serve a nulla. Meglio una strategia educativa e più osservazione

Cosa bisogna fare quindi?

  • dare una risposta coerente con il proprio stile educativo
  • distinguere capricci e bisogni. Alcune volte i bambini hanno semplicemente bisogno di attenzione quindi la richiesta di cibo, di guardare la tv ancora di più, di avere un gioco nuovo sono più che altro una richiesta di coccole. Cercare di capire se il bambino è in un momento in cui ha fame o sonno e fa delle richieste per stanchezza;
  • non assecondare i capricci ma proporre alternative;
  • creare regole condivise con i genitori e adulti di riferimento con i quali i bambini trascorrono del tempo (come nonni o babysitter o amiche della mamma o mamme di altri bimbi), senza inventarle lì sul momento

Lo psicologo Daniele Novara, autore del libro “Urlare non serve a nulla” consiglia di:

  • restare calma e non urlare a tua volta; fai un bel respiro, prendi tempo e ricorda è un bambino e deve imparare;
  • sintonizzarti con il tempo del bambino in modo da far adeguare il suo cervello al compito che gli hai assegnato (i bambini hanno bisogno di più tempo);
  • non prendere quello che ti dice alla lettera. I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno bisogno di concretezza, non di ragionamenti. Per un bambino è difficile capire un pensiero complicato, soprattutto se è in una fase di sviluppo operatorio-concreto (cioè fino agli 8 anni). 

Parola d’ordine: avere pazienza! Ma non solo!

Come genitore puoi anche:

  • intervenire in anticipo e in maniera efficace sui capricci dei propri figli. Quindi creare le regole prima che possa scatenarsi il capriccio (ad esempio: andiamo al supermercato e puoi prendere un solo cioccolatino;)
  • imparare a gestire le proprie emozioni, la propria ansia, agitazione, emotività e comprendere che è un sentire proprio.  Senza attribuirlo al bambino oppure gravarlo di responsabilità improprie o decisioni che i bambini non sono in grado di prendere (ad esempio: ti va di andare dalla nonna?). Un bambino può essere maturo e intelligente ma è pur sempre un bambino;
  • creare delle routine per i pasti, i pisolini, il sonno, la merenda, il bagno;
  • stabilire una giusta distanza educativa. I genitori devono fare i genitori, stabilire dei confini certi nel proprio ruolo. Questo dà certezze al bambino che sa cosa può o non può fare;
  • bilanciare i sì e i no creando armonia tra limiti e voglia di sperimentare nello stabilire le regole.

Infine il consiglio più importante! Quello che interessa a tutti è vedere i bambini felici..quindi…

Secondo gli esperti le merende o i dolci dovrebbero essere concordate in base a delle regole e non ai capricci del bambino

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